Picco, Gerlóczy, Moroni, Tandoi ma non solo: al via il 29 ottobre alla Bocconi di Milano la nuova edizione di “Isole Sonore”


MILANO – C’è, come sempre, anche un po’ di jazz nella nuova edizione della rassegna “Isole Sonore”, al via giovedì 29 ottobre presso l’aula magna dell’Università Bocconi di Milano (via Röntgen 1), organizzata in collaborazione con Yamaha: in programma sette appuntamenti, tutti a ingresso libero (inizio live ore 21, prenotazione obbligatoria su www.unibocconi.it), con pianisti di primo piano della scena nazionale e internazionale. Un percorso musicale al confine tra i mondi, con la direzione artistica di Cesare Picco (nella foto): dalla classica al jazz, dall’elettronica alla musica del Novecento fino alle musiche del nostro tempo.
Il primo appuntamento della quinta stagione, giovedì 29 ottobre, è con Edge – Suoni dalla soglia, un concerto-evento in piano solo di Cesare Picco, che presenta i brani del suo nuovo EP, in uscita con Decca Records. Il pianista piemontese continua la sua ricerca da un punto preciso, quel punto che è a tutti gli effetti varco tra stati di coscienza diversi, dove il suono smette di essere ascoltato e comincia a essere attraversato anche da chi lo ascolta.
Giovedì 12 novembre si esibirà per la prima volta a Milano il pianista polacco Zsigmond Gerlóczy con il suo ultimo progetto, intitolato Bagatelles. Gerlóczy, la cui fama si è alimentata in questi mesi dei riconoscimenti ricevuti da figure leggendarie del mondo musicale (in primis Keith Jarrett, che lo ha accolto nella sua dimora), attraversa il pianoforte con totale libertà, ignorando i confini tra i generi e restituendo all’improvvisazione il suo significato più originario, quello di un pensiero che si compie nell’istante. Il suo talento, che si esprime in un linguaggio forgiato nel contrappunto bachiano prima di incontrare l’improvvisazione e il jazz, gli ha aperto percorsi di dialogo creativo con artisti quali Jacob Collier e Tigran Hamasyan e produttori come Walter Afanasieff e Jeff Bhasker.
Giovedì 14 gennaio ritornerà a Milano Fabrizio Rat. Compositore, pianista e produttore residente a Parigi, Rat sviluppa un percorso artistico all’incrocio tra musica elettronica, techno, jazz e musica contemporanea, portando sul palco un pianoforte “preparato” in stretto dialogo con l’elettronica. Giovedì 11 febbraio sarà la volta del pianista e compositore napoletano Alberto Pizzo, che presenta il suo nuovo progetto, intitolato Skylight. La musica di Pizzo, funambolo del degli 88 tasti e pianista fuori dagli schemi classici, vive sempre in equilibrio su una corda tesa tra New York, Napoli e Tokyo, città in cui vive. Artista Yamaha dalla tecnica raffinata, Pizzo, che ha collaborato con artisti quali Luis Bacalov, Chick Corea e Jaques Morelembaum, passa con naturalezza dal barocco al tango, dalla canzone napoletana alle musiche da film.
Giovedì 11 marzo riflettori puntati sulla pianista Sofia Sacco in un nuovo programma intitolato Ai confini del tempo – tra barocco e contemporaneo. Sacco, che unisce rigore e profondità interpretativa, offrirà una lettura inedita delle trame che hanno sotterraneamente accompagnato lo sviluppo musicale, da Couperin a Rameau, da Bach a Yoshimatsu, passando da Messiaen e Shostakovich fino al pianista e compositore turco Fazil Say. Giovedì 8 aprile l’Oriente incontrerà l’Impressionismo francese nell’emozionante performance di Belle Chen, intitolata Ravel in the Forest and Beyond. Pianista australiana di origini taiwanesi, Belle Chen intreccia musica classica e sound art in un linguaggio che Brian Eno ha definito “originale e provocatorio”. Il suo ultimo album, Ravel in the Forest, ha scalato le classifiche britanniche.
L’evento di chiusura di “Isole Sonore” sar, nel segno del jazz italiano grazie all’incontro, giovedì 13 maggio, di due pianisti che appartengono a generazioni diverse, ovvero Dado Moroni e Francesca Tandoi, che presenteranno il progetto United Pianists. Con oltre 35 anni di carriera al fianco di leggende come Freddie Hubbard (e molti altri), Dado Moroni è uno dei jazzisti italiani più apprezzati nel mondo (soprattutto negli Stati Uniti), mentre Francesca Tandoi, cresciuta nel bop e nell’hard bop e dotata di un tocco elegante e di un senso contemporaneo dello swing, si è messa in luce negli ultimi anni e ormai è una presenza fissa nei maggiori festival europei di jazz.

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