
È in libreria (e in vendita anche negli store on line) il saggio Alla ricerca di Charlie Parker – Eredità culturale e storia di un gigante del jazz dello studioso e critico di jazz Franco Bergoglio, pubblicato da Shake Edizioni (20 euro).
Charlie “Bird” Parker è stato così tanto idolatrato e imitato in vita o negli anni successivi alla morte da sembrare oggi una figura che ha poco da dire, archiviata, appartenente alla storia e non al presente. Nato da un decennio di ricerche, questo libro rilegge radicalmente la figura del grande sassofonista americano come uno scrigno di tesori culturali: un viaggio nella “Birdite” che smonta i cliché, illumina il contesto sociale e artistico del suo tempo e intreccia musica, storia e letteratura per restituire al genio del bebop tutta la sua complessità.
Parker attraversa la storia americana del Novecento e tutte le arti: la musica, certo, ma anche letteratura, cinema, teatro, pittura, scultura, graphic novel, danza, moda. Parker è il protagonista e ispiratore dei romanzi di Julio Cortázar, Percival Everett e James Ellroy, delle graphic novel di Muñoz & Sampayo, dei dipinti di Basquiat, del teatro di Leo de Berardinis, del cinema di Clint Eastwood, delle coreografie di Alvin Ailey e delle opere di tanti altri artisti. Lo sfruttamento dell’icona prevede anche la comparsa come “santino” nei testi di canzoni dal punk all’hip-hop, dai Red Hot Chili Peppers agli Steely Dan. Dietro la “maschera di Bird” si cela la dicotomia tra l’artista e l’uomo, il maledetto e il borghese.
Charlie “Bird” Parker (1920-1955) occupa un posto speciale nella short list di chi ha cambiato il corso del jazz. Insieme a Dizzy Gillespie è stato il maggior artefice di un linguaggio avanzato, ribelle, cool come il bebop. La sua brillantezza solistica ha generato una schiera infinita di imitatori, la vita dissoluta ha segnato le cronache del Dopoguerra. Il primo bootleg della storia ha catturato il suono del suo sax alto.Parker è un modernista della statura di Picasso, dirompente come Hendrix: una figura ancora pulsante per i contemporanei. Origina un vortice culturale che tiene insieme Jack Kerouac e Langston Hughes, Miles Davis e Igor Stravinskij, Sonny Rollins e Stefan Wolpe, Bob Dylan e i Manhattan Transfer, Leonard Feather e Lester Bangs, Walter Winchell e Lenny Bruce, Popeye e i film western, i manganelli e la benzedrina. In questo libro, “Bird” è riletto in tutti i modi possibili e anche in quelli impensabili: viene ripercorsa la sua vita da romanzo tramite fonti alternative (e qualche raro documento d’epoca), con chicche da parkerologi inserite in una lettura per tutti. In chiusura, un racconto breve basato su un episodio poco noto.
Afferma l’autore Franco Bergoglio, che da trent’anni si occupa di musica, cultura e società per riviste, siti e quotidiani (dal 2011 scrive per Alias de il manifesto), tiene incontri, lezioni e un laboratorio annuale sugli eventi musicali presso la facoltà di Scienze della Comunicazione (Università di Torino) e collabora con il Torino Jazz Festival: «Questo lavoro trae origine da un saggio pensato per i 100 anni dalla nascita festeggiati nel 2020. Da allora ho svolto ricerche e assemblato materiali con l’ottica di “problematizzare” la figura di Parker, togliendola dal quadretto limitato del drogato di genio e utilizzando approcci e materiali nuovi o rileggendo in modo diverso quelli già a disposizione. Questo libro è uno studio culturale sulla “Birdite” a 360 gradi».