
Il singolo strumentale Salsedine, già presente sulle principali piattaforme digitali, anticipa l’uscita di New Me, il nuovo album di Marcello Sutera, interamente composto da brani inediti, che sarà disponibile in vinile e CD entro la fine di dicembre. Bassista e compositore romagnolo (è originario di Cervia) noto per per la sua versatilità e il talento nella fusione di generi musicali e per le collaborazioni con grandi nomi della scena internazionale (tra cui Trilok Gurtu, Peter Erskine, John Abercrombie, Fred Wesley, Dennis Chambers, Frank McComb, Alfredo Golino e Frank Gambale), Sutera presenterà la sua ultima fatica discografica in un tour che toccherà il 9 dicembre Santarcangelo di Romagna, il 10 dicembre Ancona, l’11 Meldola, il 13 Bologna, il 16 Gonzaga, il 18 Milano e il 20 dicembre Ravenna.
Sul palco, Marcello Sutera sarà affiancato da un’orchestra che darà vita a un insieme sonoro capace di unire potenza espressiva e profondità timbrica, per un impatto di grande intensità. Nel ruolo di bassista e direttore artistico, condurrà l’ensemble di musicisti di altissimo livello: Alessandro Altarocca (pianoforte), Stefano Senni (contrabbasso), Bruno Farinelli (batteria), Donato Sensini (flauto e sax), Luca Mattioni (percussioni), Michela Zanotti (viola), Desislava Kondova e Anna Carrà (violini) e Chiara Di Bert (violoncello). Inoltre, le diverse tappe del tour saranno arricchite dalla presenza di ospiti d’eccezione, italiani e internazionali: Kelly Joyce, Fabrizio Bosso, Mario Rosini, Greg Rega, Alfredo Golino, Francesca Tandoi, Nick The Nightfly, Tony Momrelle, Emiliano Pari e Sulene Fleming.
Gli abbiamo rivolto alcune domande.
Buongiorno Marcello e ben trovato in occasione del lancio del nuovo album New Me, a proposito del quale parli di ripartenza, di rinascita artistica: puoi spiegarci perché?
«“New Me” rappresenta un punto di svolta, non solo musicale ma umano. Dopo anni di lavoro, collaborazioni e palchi importanti, ho sentito la necessità di fermarmi, fare silenzio e capire chi fossi diventato come artista e come persona. Questo disco nasce da un processo di rinnovamento: è la sintesi di ciò che sono oggi, con una visione più consapevole, libera, autentica».
Ci presenti il nuovo album sotto l’aspetto musicale? Quali sono le novità più significative rispetto ai tuoi lavori precedenti?
«Dal punto di vista musicale, “New Me” è un percorso sonoro che fonde jazz contemporaneo, soul, musica orchestrale e una componente elettronica più presente rispetto ai miei lavori passati. La novità principale è l’approccio: questa volta la scrittura è stata pensata come un racconto, con una direzione estetica precisa e con un sound identitario. C’è più spazio per semplici melodie, ma anche una ricerca molto profonda sugli arrangiamenti, sui timbri e sulla dinamica emotiva di ogni brano».
Nei prossimi giorni sarai impegnato in un tour per la presentazione di “New Me” con tanti ospiti speciali: con quali criteri li hai selezionati?
«Ho scelto gli ospiti seguendo un criterio molto semplice: quello dell’autenticità. Volevo musicisti che non solo ammiro, ma con cui esiste un dialogo naturale. Ogni ospite aggiunge una sfumatura diversa al progetto, non come “guest” ma come voce necessaria al racconto musicale».
È previsto anche un tour internazionale nei prossimi mesi?
«Sì, stiamo lavorando a una serie di date internazionali tra Europa e Asia. Alcune sono già in fase avanzata di contrattazione, ma posso dire che il progetto avrà respiro globale già nei prossimi mesi».
Nel corso della tua carriera hai lavorato con molti artisti di caratura internazionale. C’è qualche musicista, in Italia o all’estero, con cui sogni di collaborare? E perché?
«Ci sono tanti artisti che stimo, ma più che fare una lista preferisco dire questo: sogno collaborazioni che nascono dall’incontro umano, non dall’opportunità Se devo fare un nome, indico sicuramente Paolo Fresu, per la sua eleganza musicale, per la profondità del suo suono e per la sua capacità unica di mettere l’anima dentro ogni singola nota».